domenica 26 agosto 2007

...e ancora scatti...






...momenti di vita sul treno...

1. il briefing nelle cuccette del gruppo di imola

2. le ore passate nelle cuccette senza poter uscire per il controllo passaporti alla frontiera russo mongola e mongolo cinese.

3. tina e daniela nel corridoio

4. sibera repubblica buriata. statua di lenin nella piazza di ULAN UDE

5. lago baikal. paolo al mercatino.

Scatti e ancora scatti...






Quattro paesaggi e tramonti della mongolia dagli immensi cieli.

Una veduta della capitale ulaan bataar.

Scatti dalla Siberia...






Queste sono le foto dell'ultima parte della siberia, dopo irkustk dove vivono i nativi, i BURIATI.
Vicino alla repubblica di Tuva. Nella repubblica buriata che però fa parte della russia.

Lo sport piu diffuso è la boxe praticato anche dai bambini!

Il barbecue sotto la pioggia ad opera dello staff ukraino fa parte della infelice gita al villaggio tipico sulle sponde del lago Baikal, come la foto di Marisa col buriato.

Il mendicante era ad una stazione microscopica prima del confine con la mongolia.

Scatti dalla Mongolia...








1. 2. .3. arrivo Ulaan Bataar

4.bambina mongolia

5. le gher sono le case tipiche dei nomadi mongoli

sabato 25 agosto 2007

tg tre partenza Pechino

La partenza sembrava ieri...

Il treno è arrivato a Pechino

Il treno nato per contrastare il pregiudizio sulla malattia mentale, è arrivato a Pechino.

Mail dal gruppo Umbria...

Ciao a tutti voi che ci avete sostenuto e lavorato con noi perché questo meraviglioso viaggio accadesse.... e si! siamo arrivati anche al vostro pensiero e amore... abbiamo lasciato a casa tanti con le lacrime e con le lacrime ora vi diaciamo che siamo arrivati, chiaramente di gioia, un abbraccio e a risentirci sul blog e presto,un bacio grandissimo siamo arrivati a pechino...che viaggio. Quante cose, dentro il treno-casa, fuori..... bellissimo ciao a tutti a presto

gruppo umbri

Ulaan Ude

Abbiamo pochissimo per visitare questa citta, un paio di ore.
Camminiamo veloci allora fino alla grande testa di Lenin, che guarda un po' accigliata la piazza e gli alti edifici che la circondano. E poi ci diamo un'ora di libertà: appuntamento stesso luogo. Passo veloce, macchina fotografica alla mano. A momenti sembra più importante raccogliere, collezionare immagini che vivere l'esperienza. Talvolta ho avuto questa impressione, in questo viaggio cosi seguito dai media.
Gli abitanti in genere sorridono all'obiettivo.
Qualcuno si nasconde, una ragazza si arrabbia.
Gli edifici del centro hanno un che di irreale, talvolta ci si trova a fiabilandia. e poi neon dappertutto.
La musica in filodiffusione è occidentale: un gruppo di suonatori di fisarmonica intona una canzone, cerchiamo di indovinare.... poi cantano, ed è Hotel California.
A passo veloce raggiungiamo una chiesa ortodossa, speravamo di incontrare un monastero lama, ma facciamo ancora confusione. L interno è spoglio ed essenziale.
Ci mettiamo il foulard sul capo. Betta chiede del bagno, si trova all'esterno. La vedo entrare in un piccolo labirinto di muri dipinti di bianco. Esce con una espressione schifata. Il bagno è semplicemente un buco scavato nella terra, in cui ciascuno lascia permanentemente le sue testimonianze intestinali.
Ma è ora di tornare.
Il museo antropologico, in cui sono riscostruiti aspetti della vita di alcune popolazioni, tra cui quelle sciamaniche, lo vedremo una prossima volta, chissà mai che non torneremo ad Ulaan Ude.

venerdì 24 agosto 2007

Viaggiatori in TV!

Per chi si è perso il servizio del telegiornale nazionale sull'iniziativa, ecco dove andare:
http://www.rai.tv/mpplaymediageneric/0,,News%5E22%5E32130,00.html

A presto amici e buona Pechino!!!

I Volontari (con la "V" maiuscola)

Siberia, 16 agosto

Ci sono anche loro su questo treno che corre sulla steppa siberiana. Sono la componente più soprendente, per certi versi la più motivata. Perchè a spingerli non è la loro professione, nè l’esigenza di capire meglio certe problematiche per aiutare un familiare. Non appartengono al vasto blocco degli operatori, nè ai familiari. Sono semplicemente volontari, che hanno scelto questo mondo così complesso per spendere le loro energie, donare il loro tempo. Francesco Vertillo, catanese, li ha convocati nel suo scompartimento per un libero confronto. La sua è un’esperienza del tutto particolare: “Dovevo fare questo viaggio con un amico che è scomparso a febbraio. Gli ultimi giorni di vita li ha passati nel reparto di psichiatria di un ospedale. Si chiamava Totò Maniscalco ed era un’artista. Adesso – dice - ho intenzione di fondare un’associazione che porti il suo nome, si occupi di far conoscere la sua arte e promuova gli altri artisti che vivono nella sua condizione”. Le storie che s’intersecano sono affascinanti. Giliola vive dall’altro capo della penisola, in Trentino, e viene da un paese speciale: “Sono cresciuta in un posto dove c’era uno dei più grandi manicomi della regione: da bambina passavo lì sotto e sentivo le urla provenire da dietro le grate. Così ho sviluppato una sensibilità particolare verso queste persone – racconta -. Sono fiera di questo viaggio, andiamo insieme verso l’isola che c’è”. Nadia e Gianna, invece, fanno parte del gruppo “Alchimia” di Frascati: sono tutti musicisti e insieme ai loro mariti e amici girano per animare le feste. In una di queste hanno conosciuto la realtà della salute mentale e non l’hanno più lasciata: “Su questo treno siamo tutti uguali – dicono -, ognuno con la propria diversità. E la diversità ci fa tutti normali. Abbiamo visto cantare e ballare alcuni ragazzi che non sorridevano mai, questo riuscire a sciogliersi è la miglior condivisione possibile”. Orlando è un altro trentino, fa parte dell’associazione “La Panchina” e si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda delle laziali: “Il viaggio ti fa star meglio perché ti stacca dal solito. E un viaggio insolito è anche un viaggio dentro sè stessi: su questo piano siamo tutti alla pari”. Questo viaggio, comunque, è iniziato molto prima per tutti loro, nell’opera di sensibilizzazione e ricerca delle risorse che permettesse a tanti utenti di salire sul convoglio speciale diretto a Pechino, come spiega Giusy, di Cinisello Balsamo: “E’ stato un bel modo di farsi conoscere – dice -, così abbiamo scoperchiato la pentola su una realtà silenziosa che molti fanno finta di non vedere”. Piera, siciliana di Agrigento trapiantata a Palermo per lavoro, ammette di aver ricevuto molto aiuto da questo mondo in un momento di difficoltà: “Ero entrata in associazione per dare il mio contributo, ma se non avessi avuto loro in questo periodo sarebbe stata dura anche per me. Adesso su questo treno mi sento dentro un coro che non smette mai di cantare”. Che meraviglia.

Elisabetta Ferri